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Ciudad del Vaticano
Illustrazione di una delle Stanze di Raffaello con grandi affreschi alle pareti (immagine generata)

informativa 7 min di lettura

Stanze di Raffaello in Vaticano: la Scuola di Atene e le altre

Aggiornato il 28 ottobre 2026

Nelle Stanze di Raffaello vedi quattro sale del Palazzo Apostolico affrescate da Raffaello e dalla sua bottega tra il 1508 e il 1524; l’opera che tutti cercano è la Scuola di Atene, nella Stanza della Segnatura. Accanto ci sono la Disputa del Sacramento e il Parnaso. Le altre tre sale, che molti chiamano semplicemente le Stanze del Vaticano, raccontano la protezione di Dio sulla Chiesa, la storia di due papi di nome Leone e la vita di Costantino. Sono comprese nel biglietto ordinario dei Musei Vaticani.

Le quattro Stanze di Raffaello

Giulio II volle abitare sopra gli appartamenti del suo predecessore, Alessandro VI Borgia. Nel 1508 fece raschiare gli affreschi che c’erano in quelle sale, del Perugino, del Sodoma e di altri, e affidò la decorazione a Raffaello, che Bramante aveva fatto venire da Urbino. Dopo la morte di Giulio II nel 1513 il programma proseguì con Leone X. Quando Raffaello morì, nel 1520, i suoi allievi completarono l’ultima sala.

L’ordine in cui le visiti non è quello in cui furono dipinte. Da est a ovest, come entra un visitatore, si susseguono così: Costantino, Eliodoro, Segnatura e Incendio di Borgo.

SalaAnniTemaAffresco più noto
Stanza della Segnatura1508–1511La Teologia, la Filosofia, la Poesia e la GiustiziaLa Scuola di Atene
Stanza di Eliodoro1512–1514La protezione di Dio sulla ChiesaLa Messa di Bolsena
Stanza dell’Incendio di Borgo1514–1517Papi di nome Leone (III e IV)L’Incendio di Borgo
Sala di Costantino1517–1525Il trionfo del cristianesimo sul paganesimoBattaglia di Ponte Milvio

Stanza della Segnatura: la Scuola di Atene

È la prima sala dipinta da Raffaello e quella con gli affreschi più armoniosi della serie. Era lo studio con la biblioteca di Giulio II e vi si riuniva il tribunale della Segnatura, dove si firmavano i documenti papali più importanti. Ogni parete rappresenta un campo del sapere.

La Scuola di Atene (1509–1510) misura 770 cm di larghezza alla base e rappresenta la Filosofia. I filosofi dell’antichità conversano sotto un’architettura a volte, simile a delle terme, con le statue di Apollo e Minerva nelle nicchie. Al centro, nel punto di fuga, ci sono Platone e Aristotele: il primo indica il cielo e il secondo la terra.

Chi compare nella Scuola di Atene?

Oltre a Platone e Aristotele, Raffaello distribuì i filosofi su due livelli separati da una scalinata. Fai caso a tre dettagli:

  • Michelangelo come Eraclito. La figura in primo piano, un po’ a sinistra, che scrive un sonetto, non c’era nel cartone preparatorio conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. Ha il volto di Michelangelo e i suoi stivali da cavallo. Raffaello la aggiunse dopo aver visto le prime parti scoperte della volta della Cappella Sistina.
  • Leonardo e Bramante. Raffaello ritrasse come filosofi anche questi due suoi contemporanei.
  • Diogene. È sdraiato sui gradini, a prendere il sole.

La Disputa del Sacramento e il Parnaso

La Disputa del Sacramento è il primo affresco completato da Raffaello, nel 1509. Si trova di fronte alla Scuola di Atene e misura anch’esso 770 cm alla base. Rappresenta la Teologia: in alto, nel cielo, la Trinità; in basso, la Chiesa intorno all’Eucaristia. La stessa idea si ripete sui due livelli.

Il Parnaso (1511) è sopra una delle finestre e misura 670 cm alla base. Apollo suona circondato dalle nove muse accanto alla fonte Ippocrene. Intorno a lui conversano poeti antichi e moderni, tra cui Dante, Petrarca, Ariosto e Sannazaro. Sull’altra finestra c’è la Giurisprudenza, con le virtù cardinali, dipinta dalla bottega.

Stanza di Eliodoro

Era la sala delle udienze private del papa. Raffaello la dipinse tra il 1512 e il 1514 con l’aiuto di Penni e Giulio Romano. Il tema è la protezione di Dio sulla Chiesa, negli anni in cui Giulio II guidava le sue truppe contro le potenze straniere in Italia, e in tutti gli affreschi il papa compare come protagonista o spettatore.

  • La cacciata di Eliodoro dal tempio, che dà il nome alla sala.
  • La Messa di Bolsena (1512), che molti considerano il capolavoro di Raffaello come pittore ad affresco. Giulio II è inginocchiato con le sue truppe svizzere, vestite di colori vivaci: il corpo che oggi è la Guardia Svizzera era stato creato nel 1506.
  • La Liberazione di San Pietro (1514), con tre scene e tre luci: quella della luna, quella dell’angelo e quella della finestra vera che si apre sotto.
  • L’incontro di Leone Magno con Attila. Raffaello dipinse Leone I con il volto di Giulio II e, quando questi morì, lo cambiò con quello di Leone X.

Stanza dell’Incendio di Borgo

È l’ultima sala che Raffaello vide completata, anche se la eseguì soprattutto la sua bottega tra il 1514 e il 1517. Leone X la usava come sala della musica. Gli affreschi raccontano episodi dei papi Leone III e Leone IV, dipinti con le sembianze di Leone X.

Il più noto è L’Incendio di Borgo: un miracolo dell’anno 847 in cui Leone IV spegne un incendio con il segno della croce. Sullo sfondo si vede la facciata dell’antica basilica di San Pietro, ancora in piedi. In primo piano un uomo porta un altro sulle spalle, una citazione di Enea che fugge da Troia con il padre.

Sala di Costantino

È la sala più grande e l’ultima a essere dipinta, tra il 1517 e il 1525. Gli affreschi sono di Giulio Romano, Gianfrancesco Penni e Raffaellino del Colle, su disegni di Raffaello. Non essendo di sua mano sono meno famosi, ma la Battaglia di Costantino contro Massenzio, a Ponte Milvio (312), è una delle più grandi scene di battaglia mai dipinte. La volta fu decorata da Tommaso Laureti e completata alla fine del 1585.

Dove sono le Stanze di Raffaello nel percorso?

Si trovano nel Palazzo Apostolico, ai piani alti, sul lato sud del Cortile del Belvedere. Nell’itinerario della visita serale che vendiamo, le Stanze vengono dopo la Galleria dei Candelabri, la Galleria degli Arazzi e la Galleria delle Carte Geografiche, e subito prima della Cappella Sistina. Arrivi a Raffaello dopo tre lunghe gallerie, quindi conserva energie per queste sale.

Non tutte le visite guidate si fermano qui. Prima di prenotare, controlla che l’itinerario le citi. Due dei prodotti che vendiamo lo fanno: la visita serale ai Musei Vaticani, che include le Stanze e la Scuola di Atene, e il biglietto salta fila, il cui percorso suggerito cita la Sala di Costantino e la Stanza di Eliodoro.

Consigli per vederle bene

  • Cerca prima la Segnatura. Se vai di fretta, è la sala da non saltare.
  • Guarda in alto. Le volte hanno un loro programma: nella Segnatura, le allegorie della Filosofia, della Teologia, della Poesia e della Giustizia che si collegano agli affreschi di ogni parete.
  • Foto sì, flash no. Nelle Stanze puoi fotografare per uso personale senza flash. Nella Cappella Sistina invece non sono ammessi foto né video.
  • Biglietto. Il biglietto ordinario costa 20 € in biglietteria o 20 € + 5 € con prenotazione online sul sito ufficiale. Per il resto della collezione, guarda le opere da non perdere ai Musei Vaticani.

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Domande frequenti

Quante sono le Stanze di Raffaello?

Quattro: la Sala di Costantino, la Stanza di Eliodoro, la Stanza della Segnatura e la Stanza dell'Incendio di Borgo. Si trovano nel Palazzo Apostolico e furono dipinte tra il 1508 e il 1524.

In quale stanza si trova la Scuola di Atene?

Nella Stanza della Segnatura, la prima dipinta da Raffaello. È sulla parete opposta alla Disputa del Sacramento.

Le Stanze di Raffaello sono comprese nel biglietto dei Musei Vaticani?

Sì. Fanno parte del percorso dei Musei Vaticani e sono comprese nel biglietto ordinario, lo stesso che include la Cappella Sistina.

Raffaello dipinse tutte le Stanze?

No. Raffaello morì nel 1520. La Sala di Costantino fu completata dai suoi allievi Giulio Romano, Gianfrancesco Penni e Raffaellino del Colle sui suoi disegni, e nella Stanza dell'Incendio di Borgo lavorò soprattutto la sua bottega.

Si possono fare foto nelle Stanze di Raffaello?

Sì, per uso personale e senza flash. Il divieto di fotografare vale solo nella Cappella Sistina.

Fonti

  • Stanze di Raffaello
  • Scuola di Atene
  • Raffaello Sanzio
  • Musei Vaticani

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