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Scala del Bramante: come vederla ai Musei Vaticani
Aggiornato il 28 ottobre 2026
La scala del Bramante originale non si vede quasi mai: di solito è chiusa al pubblico per conservarla, e si apre solo su appuntamento e per motivi di studio. La scala a chiocciola che quasi tutti fotografano ai Musei Vaticani è un’altra: la doppia elica di Giuseppe Momo, del 1932, che trovi alla fine del percorso. Quella sì la vedi con il biglietto normale. Le due si confondono spesso perché la scala di Momo riprende l’idea del Bramante.
Le due scale: quella del Bramante e quella di Momo
| Scala del Bramante | Scala di Momo | |
|---|---|---|
| Autore | Donato Bramante | Giuseppe Momo |
| Anno | 1507 | 1932 |
| Ispirazione | Opera originale | La rampa del Bramante |
| Forma | Rampa elicoidale senza gradini | Doppia elica |
| Dove | Edificio accanto al Cortile Ottagono del Belvedere (Museo Pio-Clementino) | Alla fine del percorso dei Musei |
| La vedi con il biglietto? | No, di solito è chiusa | Sì |
Quella del Bramante collega la palazzina di Innocenzo VIII, nota come casino del Belvedere e opera di Antonio del Pollaiolo (1485–1487), con il resto dei palazzi apostolici. È una rampa a spirale sorretta da colonne di ordine dorico, ionico e corinzio, con un architrave continuo. Finestre regolari lasciano entrare la luce dall’esterno.
Quella di Momo si ispira alla prima. Giuseppe Momo fu anche l’architetto che, dopo i Patti Lateranensi del 1929, progettò con il botanico Giovanni Nicolini l’aspetto attuale dei Giardini Vaticani, secondo gli stessi Musei.
Che cosa fece Donato Bramante?
Donato Bramante (1444–1514) fu l’architetto più importante di Giulio II. Lavorò prima a Milano, dove collaborò con Leonardo da Vinci, e si stabilì a Roma nel 1499. Qui realizzò il chiostro di Santa Maria della Pace (1500) e il tempietto di San Pietro in Montorio (1503).
Nel 1504 Giulio II lo nominò soprintendente generale delle fabbriche pontificie. Da quell’incarico avviò il progetto della nuova Basilica di San Pietro, con una pianta a croce greca poi ripresa da Michelangelo. Progettò anche il grande Cortile del Belvedere, su tre livelli, per unire la palazzina di Innocenzo VIII al Palazzo Apostolico. Bramante morì nel 1514 senza vederlo finito. La rampa elicoidale è uno dei pezzi di quel progetto.
Quanti gradini ha la scala del Vaticano?
La scala del Bramante non ne ha nessuno. Nonostante il nome, è una rampa: il pavimento è a spina di pesce e non ha gradini. In seguito le fu aggiunta una piccola ringhiera di metallo. Si racconta che Bramante l’avesse pensata così perché Giulio II potesse raggiungere la sua residenza senza scendere dalla carrozza.
Quella di Momo invece è una vera scala a doppia elica. Nessuna fonte ufficiale pubblica il numero dei suoi gradini, quindi non ti daremo una cifra inventata. Quello che conta è sapere dove si trova: alla fine del percorso, già verso l’uscita.
Dove si trova ciascuna scala
- Bramante. In un corpo annesso al Cortile Ottagono del Palazzo del Belvedere, l’edificio che oggi ospita il Museo Pio-Clementino. È la stessa zona in cui si trova il Laocoonte, anche se la rampa non fa parte del percorso aperto.
- Momo. Alla fine del percorso dei Musei Vaticani. Ci arrivi quando hai già visto le gallerie e ti dirigi verso l’uscita.
La rampa nel grande progetto del Belvedere
La rampa non era un’opera isolata. Faceva parte del Cortile del Belvedere, il grande spazio su tre livelli con cui Bramante volle unire la palazzina di Innocenzo VIII al resto dei palazzi apostolici. Disegnò una facciata a lesene in campate regolari e, al centro, una grande esedra aperta, il cosiddetto Nicchione, con scale a ventaglio presto chiamate «bramantesche». A un’estremità collocò la rampa elicoidale per salire alla terrazza. Più tardi Pirro Ligorio aggiunse un colonnato semicircolare su commissione di Giulio III.
Quel cortile fu poi diviso in tre: il Cortile del Belvedere, quello della Biblioteca e quello della Pigna. Oggi è molto modificato, e Bramante non lo vide completato. Giorgio Vasari scrisse di queste rampe.
Si può vedere la scala del Bramante?
Con il biglietto ordinario no. La rampa è di solito chiusa per tutela e conservazione, salvo su appuntamento e per motivi di studio. Nessuno dei nove biglietti e visite che vendiamo la cita nella descrizione.
Quello che puoi fare:
- Vedere la scala di Momo, che è nel percorso normale ed è quella che quasi tutti chiamano «la scala del Vaticano».
- Notarne l’eredità. La rampa del Bramante fece da modello ad altre scale elicoidali: quella di Villa Madama, di Raffaello; quella della villa di Caprarola, di Jacopo Vignola; e perfino quella del castello di Chambord, che alcuni attribuiscono a Leonardo.
- Consultare il sito ufficiale dei Musei se hai un motivo di studio, perché l’accesso alla rampa originale è concesso su appuntamento.
Come vederla durante la visita
- Biglietto. La scala di Momo è compresa nel biglietto ordinario: 20 € in biglietteria o 20 € + 5 € con prenotazione online sul sito ufficiale, valido solo per il giorno di emissione. Se vuoi prenotare saltando la fila, il biglietto per i Musei Vaticani e la Cappella Sistina costa da 33 €.
- Attenzione all’ordine. Alcune visite guidate finiscono nella Cappella Sistina e passano direttamente alla Basilica di San Pietro senza tornare alla fine del percorso. Se vuoi la foto della scala, chiedi prima se la tua visita esce da lì.
- Foto. Puoi fotografare senza flash per uso personale in tutto il museo tranne che nella Cappella Sistina. Treppiedi e bastoni per selfie non sono ammessi.
- Tempo. Il percorso completo è di circa 7 km di gallerie. Per calcolare quanto ti servirà, guarda quanto dura la visita ai Musei Vaticani.
- Orario. Dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 20:00, con ultimo ingresso alle 18:00. Le sale iniziano a svuotarsi 30 minuti prima della chiusura, quindi non lasciare l’uscita all’ultimo minuto.
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Domande frequenti
Si può vedere la scala del Bramante?
Di solito no. La rampa originale del Bramante è normalmente chiusa al pubblico per proteggerla, salvo su appuntamento e per motivi di studio. La scala a chiocciola che vedono quasi tutti è quella di Giuseppe Momo, del 1932, alla fine del percorso dei Musei.
Chi ha progettato la scala elicoidale dei Musei Vaticani?
La doppia elica che vedi all'uscita dei Musei è di Giuseppe Momo e risale al 1932. Si ispira alla rampa che Donato Bramante progettò nel 1507 per Giulio II.
La scala del Bramante ha gradini?
No. È una rampa elicoidale senza gradini, con il pavimento a spina di pesce. Per questo si dice che fosse pensata per permettere al papa di salire senza scendere dalla carrozza.
Serve un biglietto speciale per vedere la scala di Momo?
No. Si trova lungo il percorso dei Musei Vaticani, quindi la vedi con il biglietto ordinario, lo stesso che include la Cappella Sistina.
Fonti